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La supertop Bianca Balti nuova testimonial della TIM

8 Feb

photo credits: first magazine

Finisce ufficialmente l’era Belen Rodriguez per la TIM, che – secondo alcuni rumors – già da tempo pensava di sostituire la starlette più inflazionata d’Italia come testimonial della sua campagna. Sovraesposizione mediatica o deciso cambio di rotta per recuperare dei target abbandonati? Quale che sia la ragione – ma noi un’idea ce l’abbiamo – sarà Bianca Balti, supertop italiana, già testimonial per Dolce&Gabbana, Bulgari ed Ermanno Scervino, il nuovo volto della compagnia telefonica.

I nuovi commercial usciranno in estate e, ovviamente, non vediamo l’ora di scoprire come la Balti contribuirà al nuovo posizionamento della TIM.

LE RAGIONI DI UNA SCELTA. Siamo sicuri che la sovraesposizione mediatica di Belen c’entri in minima parte con il cambio di testimonial. La TIM non è certo una compagnia low cost, specie se paragonata alla Wind. A differenza di costi, però, la TIM fornisce molti più servizi e crea molti meno problemi rispetto alle altre compagnie – campo, roaming internazionale e così via. Appare chiaro che il suo target sono i clienti premium, cioè quelli disposti a spendere di più per avere un servizio qualitativamente migliore. E l’immagine nazional popolare – e molto trash – di Belen di certo non aiuta ad intercettare questo tipo di target. Non è solo una questione di volgarità vera o presunta attribuibile all’immagine di Belen, quanto più una ricerca di un’immagine più internazionale da parte del brand.

Ed ecco che la scelta cade su Bianca Balti, meno nota al grande pubblico ma sicuramente più “uptown girl” rispetto all’argentina, rea di essere compagna di Corona, protagonista di cinepanettoni ed ex concorrente dell’Isola dei Famosi. Un trend che non ha pagato in TIM, che ora corre ai ripari deviando verso il glamour rapprensentato dall’italianissima – e anche questo conta – Bianca.

Staremo a vedere la piega che prenderà la campagna e  se questa analisi si rivelerà azzeccata.

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Come difendere la pelle dallo smog

27 Ott

Quello che vedete qui sopra è il dischetto di cotone che ho usato ieri per rimuovere il latte detergente dal mio viso. Ieri mattina ero in ritardo e per fare prima sono uscita di casa solamente con un velo di cipria chiara. Alla fine della giornata, nonostante sul mio viso non  ci fosse alcuna traccia di make up, ho deciso di struccarmi lo stesso. E questo è stato il risultato: una patina di smog che i miei pori hanno assorbito per tutto il giorno, rendendo la mia faccia grigia e spenta. Chi gira a piedi, in bici o in motorino a Palermo fa questa fine.

Dopo il latte detergente, ho passato il tonico. Niente da fare: qui sopra vedete i risultati. Come fare a proteggere la nostra pelle dallo schifo d’aria che siamo costrette a respirare? Mi sono documentata e ho riassunto alcune regole base. Idratazione e pulizia profonda sono la Bibbia.

1) Prima di andare a letto struccatevi sempre, unendo latte detergente e tonico astringente, da passare anche sul collo. Utilizzare una crema notte – magari della stessa linea degli struccanti – vi farà svegliare al mattino con un colorito più sano e con la pelle più rilassata.

2) Idratate il viso e il contorno occhi con creme adatte alla vostra pelle. E usate fondotinta che contengano protezione solare. Se la vostra pelle presenta macchie o è particolarmente sensibile potete usare la protezione solare vera e propria come base trucco. Controllate che le creme che acquistate abbiano il fattore “protezione”: vi serve contro agenti atmosferici e smog.

3) Fate una maschera purificante una volta a settimana. Io consiglio la maschera Autoriscaldante Garnier in bustine monodose, che di solito utilizzo quando so che starò a casa per almeno mezza giornata. Una volta tolta la maschera applicate il vostro idratante ed evitate di truccarvi per un po’. La vostra pelle sarà pulita e respirerà.

Conoscete altri sistemi? Avete consigli? Sono tutta orecchi… questi dischetti struccanti grigi mi terrorizzano!

 

Dove nascono le scarpe indossate dalle dive

7 Lug

Ohmiodio, cosa sta facendo quest’uomo a queste povere scarpe in pelle di struzzo? Le sta facendo. Punto.

Scarpe Marc Jacobs o John Galliano che siano, vengono tutte dal laboratorio di Giuseppe Baiardo. Il paese delle scarpe dei sogni è il Veneto: inutile dirlo, qui è tutto handmade. Ho trovato la gallery sul Corriere del Veneto e mi sembrava giusto documentare il lavoro di decine e decine di persone che faticano per portare un pizzico di favolosità sulle passerelle e nei nostri sogni di shopaholic.

Il suicidio di Alexander McQueen: non servono commenti

12 Feb

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Alexander McQueen rimarrà per sempre un genio. Alexander McQueen è stato trovato morto nel suo appartamento ieri. A quanto pare ha deciso di togliersi la vita impiccandosi. Lui stesso su Twitter continuava a dirsi molto depresso per la morte della madre, avvenuta una settimana fa.

L’azienda e lo staff hanno chiesto il silenzio, giustamente. Perchè quello che è successo è un fatto molto privato, che scuote le coscienze di un mondo considerato effimero e vuoto ma che nasconde i suoi drammi, come Lee (questo il suo vero nome) ci ha dimostrato.

Ho saputo della sua morte mentre tornavo da una riunione di lavoro. Un amico mi ha mandato un sms. E con altri amici e amiche mi sono ritrovata a discutere del perché di un gesto tale, da parte di un uomo che all’apparenza aveva davvero tutto.

Ma non voglio scadere nel banale. Uno dei torti più grandi che possiamo fare alla memoria di Alexander McQueen è usare toni e parole retoriche per ricordarlo.

Il modo migliore che ho per ricordarlo è postare la foto della sua celebre Union Jack Clutch. Usare il suo estro per ricordarlo per sempre.

Alexander McQueen rimarrà per sempre un genio.

Alexander McQueen suicided: no comments needed

11 Feb

Alexander McQueen will always be a genius.  Alexander McQueen was found dead in his flat yesterday. It seems he decided to suicide hanging oneself. On Twitter, Alexander in person kept writing on he was really depressed after his mother’s death, a week ago. Continua a leggere

Moda&marketing: come una diva diventa stilista

24 Gen
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SJP in una scena di Sex and the city - il film

La vera moda nel mondo della moda sta diventando la collaborazione con attrici superglamour osannate dalle donne di tutto il mondo per il loro stile. Le dive in questione non sono semplici testimonial ma si trasformano in vere e proprie stiliste – creative per le maison. In questo periodo un’ondata di star lancerà la sua linea in collaborazione con un grande marchio.

Sarah Jessica Parker è stata nominata in questi giorni presidente e direttore creativo del brand americano Halston Heritage, una linea della Halston fatta da molti pezzi d’archivio e capi vintage. Alexa Chung collaborerà invece con Madwell ideando t – shirt, jeans skinny e abiti a pois. E ancora Emma Watson disegnerà per People Tree.

Senza contare la pessima figura di Lindsay Lohan, scaricata da Ungaro dopo che lei stessa aveva annunciato che avrebbe collaborato con la maison per realizzare una linea.

Capisco che la moda vada rilanciata e che la crisi abbia rallentato i consumi ma è davvero il caso di coinvolgere delle celebrities affidando loro dei compiti così “tecnici”? Ci sono in giro migliaia di giovani creativi e designer che aspettano solo la loro grande occasione, che cercano di farsi strada… e la maggior parte di loro non ce la farà. Perchè una come Sarah Jessica Parker – che io adoro – può avere questa opportunità? In virtù di cosa? Tutti i look che abbiamo visto in Sex and the city sono opera di Patricia Field. Lo sappiamo tutti.

Tra l’altro SJP ha già lanciato una sua linea qualche anno fa. Si chiama Bitten ed è stata commercializzata solo negli USA. Io sono andata a vedere di che si trattava su Internet e… volete la verità? Una linea basic veramente anonima e orrenda!

Maturità: regole per la notte prima degli esami (orali)

30 Giu

Mie care ragazze, ora che sono finite le prove scritte, potete rilassarvi. No, non cominciate a diventare pazze al solo pensiero. Rilassatevi e sopratutto, ragionate! Io sono sempre stata convinta che uccidersi di studio non serva a niente: meglio una bella faccia rilassata e sorridente davanti alla commissione che una nevrotica piena di occhiaie e bianca come la morte! Ecco le regole che ho seguito per il mio esame: sono passati 5 anni ma sembra ieri. E lo rifarei subito…

1)Programmate la giornata, equilibrando ore di riposo, ore di studio e ore di svago. L’ideale è 8 ore di sonno, 8 ore di studio e 8 ore di cazzeggio (le ultime due magari intervallate)

2) Uscite la sera, divertitevi, state in giro con le amiche. E soprattutto vestitevi favolosamente. Niente occhiaie please. Niente ansia e sensi di colpa da mancato studio. Sono 5 anni che ce la mettete tutta, ormai il più è deciso.

3) Non vi ammazzate di studio da mattina a sera. Appena sveglie è inutile aprire il libro. Fate colazione e accendete la tv o mettete su un po’ di musica.

4) Non arrivate all’esame cariche di libri. Basta la tesina e qualche appunto. Ma niente ripasso compulsivo fino a 5 minuti prima di sedervi davanti alla commissione. Quello che sapete, sapete!

5) Finito l’esame tirate fuori dallo zainetto il costume! Si, il costume, proprio quello. Mettetevelo in bagno e uscite sorridenti. Motorino e mare. Mare a mai finire. Perchè è finita e da settembre comincia il bello!

Dedicato a Teresa, Concetta e Tiziana. Le tre “piccoline” del mio cuore che quest’anno sono diventate grandi!

E qui sotto, un po’ di abiti da copiare per uscire la notte prima  degli esami (e anche quella dopo!)

L’Italia con le poppe e quella col cervello

18 Giu

L’eurodeputato dell’Udc, ex PDL, Vernola, intervistato da Rupubblica, ammette di non aver avuto prospettive nel partito del Presidente perchè sporvvisto di poppe di ordinanza. Poppe, proprio così. E non è un termine che usa tanto per. Poppe è il termine usato da un suo ex amico di partito, che gli spiegava come vanno le cose nel PdL.
Insomma, un metodo antidemocratico di selezione della classe dirigente, una discriminazione al contrario. Magari fosse così. nell’uso di quell’espressione c’è tutto il disprezzo per le donne, il loro essere carne da macello, il loro essere parte del bordello privato dell’imperatore.
Circolano tante rivelazioni, tante starlette che vengono alla ribalta con le loro torbide storie vere o presunte, donne che parlano per ripicca. Perchè l’ultima delle tante ammette candidamente di aver chiesto un “favore” al presidente e al suo enturage e, dato che lei non si è prestata a trascorrere la notte a Palazzo Grazioli, di essere stata silurata, politicamente e personalmente. Insomma, la signorina si era messa in fila per la clientela, ma in cambio non le si chiedevano pacchetti di voti – come fanno i democristiani, quelli si che rispettano il genere umano – ma le si chiedeva di “allargare le cosce”.
Perdonate la volgarità, ma se in questo paese uno come Berlusconi fa il presidente del consiglio e gli italiani stanno a guardare, se dico qualche volgarità anche io magari ho delle prospettive. Magari mi invitano a Porta a Porta.

La questione è ben più politica di quello che vogliono farci credere. Un bugiardo, un puttaniere, un corruttore ci governa da troppo tempo. E all’Italia col cervello si è sostituita quella delle Poppe. Non mi resta che espatriare, e non perchè mi ritengo fornita di sovrabbondante materia cerebrale. Semplicemente, non ho abbastanza tette per andare avanti. A meno che non cisi riprenda da quest’incubo collettivo e si chiedano le dimissioni del premier. Tutti, indistintamente. Compresi quelli che l’hanno votato. Perchè sulla scheda c’era scritto Berlusconi Presidente, non Berlusconi Macho Man. E l’Italia ha bisogno di un presidente del consiglio che non passi le sue giornate a corrompere, mentire e scopare.

Quando il vintage proprio non va

14 Giu

Molte volte il revival di ciò che andava di moda un tempo è ben accolto. L’innovazione dello stile che riprende temi del passato ha quasi sempre la sua fortuna nella moda. Devono averla pensata così gli allegri goliardi dell’MSI che hanno lanciato le ronde nere… ops, la “guardia nazionale italiana” che hanno deciso non solo di organizzare delle ronde, ma di approntare anche delle simpatiche divise vintage, che faranno tanto piacere ai nostalgici del regime fascista. E anche ai nazisti, perchè per non fare torto a nessuno, si prende un po’ di qua e un po’ di là. Aquila imperiale, SPQR, camicia beige e accessori neri, stemmi, gagliardetti, fasce al braccio. E saluti romani. Perchè la voglia di vintage si fa sentire nel corpo e nella mente.

Al di là di tutto, la situazione è preoccupante. Non tanto perchè due imbecilli sono convinti di essere gli eredi di Mussolini. Il problema è che in questo Paese ognuno pensa di potersi/doversi fare giustizia da solo. E le ronde autorizzate dal governo sono un segnale chiaro ai cittadini: pensateci voi, torcia e manganello, a giudicare chi è pericoloso e chi no,  a segnalare, braccare, inseguire chi porta lo scompiglio nelle nostre città.

E mentre i Padani urlano e sbraitano – perchè il loro stile pare non passare mai di moda – i fascisti si rionganizzano. Sotto forma di onlus. Senza scopo di lucro. Solo di manganello.

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