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Lady Gaga 2011: vi siete persi qualcosa?

5 Mar

di simonamelani

Stare al passo con Lady Gaga non è facile. Avete idea di quante cose ha fatto nell’ultimo mese? No? Non preoccupatevi, ecco quello che dovete sapere per essere davvero dei “piccoli monstri”.

Keeping up with Lady Gaga is not easy. Do you know how many things she has done in the last month? No? Don’t worry, here you can read what you need to know to be real “little monsters”.

THE VIDEO. Born this way è stato rilasciato da pochi giorni ed è già molto discusso. Ad ogni modo, noi vi sveliamo gli outfit di Gaga nelle scene clou. Potete scoprire tutti i fashion credits sul blog di Nicola Formichetti.

Born this way has been recently released and it’s much-discussed yet. By the way, we reveal the Gaga’s outfit in the main scenes. You can read all the video’s fashion credits on Nicola Formichetti’s blog.

GAGA AS GOD: In queste scene, indossa/ In these scenes, she wears:

sulla testa – head accessory ALEXIS BITTAR
collana di diamanti- diamond necklace ERICKSON BEAMON
orecchini – earrings PAMELA LOVE
vestito di vetro colorato – stained glass dress by PETRA STORRS Continua a leggere
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“Born This Way”: quale rivoluzione pop?

11 Feb

Ok, mettiamola così. I paragoni sono inutili e forse non è stato un bene avere troppe aspettative intorno a questo pezzo. Certo, ci aspettavamo qualcosina in più. Il ritorno di Lady Gaga con “Born this way” sta letteralmente infuocando i blog di mezzo mondo. Le opinioni sono discordanti, com’è giusto che sia.

Forse è troppo presto per giudicare. Di certo non cambierà la storia della musica, così come avevano ampiamente annunciato, è una bella canzone pop che si rifà alla vecchia Madonna.

Ad ogni modo, non me la sento di definirla un capolavoro.

Non l’avete ancora sentita? Eccola qua:

Insieme ai suoi produttori Miss Germanotta ha dichiarato che “Born This Way” sarà il Thriller del nuovo millennio.

Non starà un tantino esagerando? Giudicate voi.

“L’essenziale Tour” dei Tiromancino!

7 Feb

Il Teatro Golden di Palermo ha ospitato lo scorso 4 febbraio la seconda data del nuovo “L’Essenziale Tour” dei Tiromancino, partito il 3 febbraio da Catania e che porterà la band romana in giro per i  principali teatri e club italiani.

Pubblico attentissimo e atmosfera calda, che solo un luogo come il teatro riesce a dare, coinvolgono lo spettatore in questo viaggio musicale che parte dai brani tratti dall’ultimo album “L’essenziale”, uscito lo scorso ottobre, e arriva ai successi storici della band.

L’emozione è tanta, il talento di Zampaglione pure. Alcuni pezzi è impossibile non cantarli: Un tempo piccolo, Amore impossibile e la bellissima Per me è importante, tra le tante.Ma riescono a farsi apprezzare anche i brani del nuovo lavoro. La più bella? “Se tutte le avventure”, da brividi cantata dal vivo.

Nella seconda parte dello show, Zampaglione tocca livelli di eccellenza quando si cimenta nella cover di “Running on faith” di Eric Clapton. Magia pura.

E’ uno spettacolo che emoziona, trascina lo spettatore e lo porta a far parte di quel mondo fatto di poche note, una chitarra e un po’ di voce, ma che tocca l’anima.

Come i due brani che chiudono il concerto e che mi ricordano perché amo tanto questa band, “Due destini” e “La descrizione di un attimo”: capolavori moderni.

Lolita non abita più qui

4 Feb

Che fine ha fatto la reginetta del pop? Chiunque lo sappia, batta un colpo.

Com’era bella quand’era umana, quando ancora la crudele macchina pop usa e getta non le aveva rubato l’anima. Quando ancora quel pop americano, confezionato così bene, riusciva ad incantarci e a rendere vendibile anche una voce come la sua, che non ci ha mai fatto venire la pelle d’oca.

Era il 2007 quando uscirono le foto di lei ubriaca e rasata, che con poca lucidità e pochissima grazia, si avventava su dei paparazzi. Tutto quello che c’è stato dopo non è passato alla storia. Due dischi che hanno lasciato il vuoto intorno a lei, e a noi soprattutto. Era perfetta Britney, perfetta come il pacchetto che ci vendevano e che probabilmente vogliono continuare a vendere ancora oggi, perlomeno ascoltando la sua ultima fatica discografica “Hold itagainst me”.

Un brano mediocre, tristemente condito da una voce totalmente computerizzata e da un ritmo tamarro-house che lascia il tempo che trova. Il titolo del nuovo album, Femme Fatale, annunciato da poche ore e in uscita a marzo, fa quasi tenerezza, ma non è una presa in giro, perché vedendo le ultime foto della Spears più che una femme fatale ci sembra una scappata di casa.

Ridatele la grazia degli esordi, oppure lasciatela in pace… perché se queste sono le premesse, ci viene da dire solo una cosa: salvati Britney, sei ancora in tempo.

Jovanotti on the dance floor: esce “Ora”!

2 Feb

Premessa numero 1: non sono mai stato un grande fan del signor Cherubini, in arte Jovanotti.

Premessa numero 2: sono uno dei pochi che avrebbe fatto volentieri a meno dell’overdose di romanticismo provocata dalle varie A te, Baciami ancora e connessi vari… Gusti, per carità.

Se c’è una cosa però che va riconosciuta a questo eterno ragazzo, tra le tante, è il continuo bisognodi evolversi e la capacità di sperimentare territori musicali a lui sconosciuti per farli propri. E ancora una volta ha fatto centro. Jovanotti ha pubblicato lo scorso 25 gennaio il suo ultimo lavoro, dal titolo “Ora” (cover realizzatada Maurizio Cattelan).

Risultato? Sorprendente, spiazzante, energico e terribilmente movimentato. Jovanotti esplora la dance in tutte le sue sfaccettature e produce un’esplosione di suoni chevanno dalla tecno di Io danzo all’elettonica della bellissima  La porta è aperta (ascoltatela) e di Amami, per passare dall’elettro funk del singolo di lancio Tutto l’amore che ho all’hip hop di Battiti di ali di farfalla.

Non c’è solo quello, ovvio. Bellissima L’elemento umano, forse uno dei pezzi più intimisti del disco che ospita un cameo di Luca Carboni e Le tasche piene di sassi dedicata alla madre scomparsa da poco. Persino la più bella canzone d’amore dell’album Il più grande spettacolo dopo il big bang diventauna irresistibile dichiarazione d’amore in salsa rock. Sarà uno dei singoli di punta di questo nuovo lavoro, ne sono sicuro.

Concludendo penso proprio che la risposta alla domanda che Lorenzo si pone in modo ossessivo nel brano di apertura del disco Megamix “è questa la vita che sognavo da bambino?” debba necessariamente essere affermativa se questi sono i risultati. Album strapromosso e da avere assolutamente. Ascoltare per credere, bravo Lorenzo.

Icone glam: Bryan Ferry

21 Gen

Qualora ce ne fosse bisogno, ma evidentemente sì, è necessario ribadire ancora una voltal’importanza che dal punto di vista musicale e d’immagine ha avuto un decennio come quello deglianni ‘80. Bistrattati, considerati come anni kitsch, a tratti eccessivi, e per questo detestati da molti, sono diventati soprattutto negli ultimi tempi, fonte continua d’ispirazione per gli artisti di mezzo mondo,che soprattutto nella moda, continuano a rivisitarli e a riproporli.

Lo hanno capito bene Dolce & Gabbana, che hanno dedicato l’intera collezione uomo per il prossimo autunno/inverno, ad un personaggio simbolo di quel periodo: Bryan Ferry. Fondatore e leader carismatico dei Roxy Music, gruppo storico del glam rock britannico anni ’70, Ferry è stato consacrato – lo era già nella musica – nuova icona glam delle passerelle.

E a ben guardare la passerella, tutto parlava di lui: dai look ispirati ai Roxy Music appunto, alle cover dei suoi dischi più famosi stampati sulle t-shirt – Don’t stop the dance, The price of love -che, ne siamo sicuri, diventeranno un must per gli uomini di mezzo mondo.

Piccola curiosità: se non lo conoscete, andate ad ascoltare un album mitico come Boys and Girls, uscito nell’85 e diventato ormai un classico senza tempo, da cui sono uscite hit come “Slave to love” e “Don’t stop the dance” – di cui vi proponiamo il video di seguito – autentici brani cult di quegli anni, divenuti ormai dei classici senza tempo.

Insomma, un connubio quello tra moda – musica che continua a funzionare alla grande. A questo punto c’è solo da aspettare quale sarà il prossimo personaggio o gruppo di quegli anni che verrà rilanciato in chiave iconografica. Noi di Wardrobe qualche idea l’abbiamo…

Lady Gaga: ecco la copertina di Born this way

4 Gen

Le fatidiche date sono state annunciate su Twitter da Lady Gaga (o chi per lei) in persona. “the song 2 13 11 the record 5 23 11”. Ovvero, il singolo il 13 febbraio (in occasione dei Grammy), l‘album il 23 maggio.

Quella che vedete qui sopra è la cover dell’album Born this way, realizzata dal fotografo inglese Nick Knight.

“Il disco è molto più profondo di una parrucca, di un rossetto, di un vestito o di un abito di carne”, ha dichiarato Lady Gaga, che promette di darci “il miglior album del decennio”.

English speaker?

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Speciale Natale 2010. Il pop a modo mio: Rihanna, Loud

15 Dic

Oltre alla bellezza potè anche il talento? Nel caso di Rihanna forse è ancora presto per dirlo, perlomeno ascoltando la sua ultima fatica discografica.
Si salva ben poco infatti da “Loud”, quinto album della barbados girl, uscito lo scorso 12 novembre e anticipato dal singolo Only Girl in the world.
Da una che in pochi anni è diventata una delle popstar più influenti del globo, perlomeno su una certa fascia di pubblico, ci si aspetterebbe qualcosina di più.
A maggior ragione dopo che, lo scorso anno, un dubbio aveva sfiorato le menti malate di noi amanti e divoratori del pop: ovvero che la pubblicazione di un album come Rated R, che strizzava l’occhio ad un pop meno d’impatto ma più raffinato, potesse considerarsi come una svolta nella sua carriera.
C’eravamo illusi. Perché l’impressione che si ha, ascoltando questo nuovo lavoro, è che ci si trovi dinnanzi ad un disco concepito troppo in fretta, quasi a voler rimediare alle scarse vendite del precedente album.
Peccato. Pochi i brani potenti, molti i riempitivi. Si salvano: S&M, pezzo bomba che apre il disco e sembra destinato a diventare una hit-single da discoteca , la bellissima ballad Californi king bed, ma anche What’s My Name, secondo singolo estratto, che riporta Rihanna alle sonorità hip hop delle origini e, infine, Man Down, forse il pezzo più interessante di tutto l’album, con un ritmo reggae a tratti cupo, che fa da diversivo rispetto a tutto il resto e si amalgama bene con la timbrica della cantante.
Appare chiaro il fine unicamente “commerciale” del disco, ma sfornare un album all’anno solo per fare cassa ci sembra, oltre che triste, anche poco produttivo nei confronti di una giovane popstar che, siamo sicuri, ha ancora tanto da dare all’interno del diabolico mercato musicale moderno.
Next. Voto 5.

Speciale Natale: il pop a modo mio_ Negramaro

8 Dic

Brividi, come sempre. Come solo la voce di Giuliano Sangiorgi, leader carismatico e talentuoso dei Negramaro, sa regalare all’ascoltatore. E le tante, a volte tristi verità, che appartengono ai giovani di questa generazione e che loro con un talento che appartiene a pochi, riescono a trasformare in parole e musica.

Il nuovo lavoro dei Negramaro, Casa 69, sarà l’ennesima conferma (ne siamo sicuri) di quello che in molti pensano da sempre, perché se c’è una cosa, tra le tante, che va riconosciuta alla band salentina è di aver alzato il livello qualitativo della musica italiana che ha dominato le classifiche negli ultimi anni.
Il disco esce in una edizione standard contenente 16 brani, e in una deluxe con in più un dvd contenente il video di “Sing-hiozzo”, primo singolo tratto dall’album, ed altri filmati esclusivi che faranno gola a tanti fans.
“Io che sto parlando per questo non sono io” dice la voce di Carmelo Bene alla fine del pezzo che apre l’abum “Io non lascio traccia”.

Ed è proprio da qui che bisogna partire per capire questo disco, perché parlare di incomunicabilità ai giorni nostri potrebbe sembrare un po’ azzardato. La perdita della propria identità in un momento storico in cui tutti, apparentemente, sembrano avere delle identità ben definite. E se invece fosse questo il prezzo da pagare per aver perso il coraggio e la forza di saper comunicare realmente le proprie emozioni, i propri sentimenti e le proprie idee ai tempi della comunicazione di massa?
Speriamo di no.
L’amore torna ed è presente, anche in questo nuovo lavoro, in tutte le sue forme. L’amore che ci fa vivere, stare bene, ma anche quello che ci lacera, che ci blocca (“Chi sono io senza di noi?”, si chiede il leader del gruppo nella bellissima “È tanto che dormo?”)

Perle dell’album: “Londra brucia”, “Basta così” in duetto con Elisa, “Quel matto son io” e la già citata “È tanto che dormo?”, la preferita dal sottoscritto.
Penso sia inutile sprecare tante parole…il disco si deve ascoltare e soprattutto “saper ascoltare”.
Ottimo regalo di natale. I fans lo ameranno, tutti gli altri lo diventeranno di conseguenza.
Voto 9

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