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Kate Middleton, il “giallo” dell’abito da sposa

8 Mar

Sul web non si parla d’altro “Sarà Sara Burton a disegnare l’abito da sposa di Kate?” è il titolo che impazza ovunque. Da Clarence House non rilasciano dichiarazioni significative, perchè pare che la futura regina voglia mantenere il nome segreto fino al giorno del matrimonio.

That’s what everybody is talking about on the web “Is Sara Burton designing Kate Middleton’s wedding dress?” is the question you can read everywhere. No news from Clarence House, because it seems Kate wants to reveal the designer’s name in the wedding day.

Per chi non lo sapesse, Sara Burton è la designer che ha sostituito Alexander McQueen alla guida della maison, dopo la tragica fine dello stilista. E anche i vertici dell’azienda smentiscono qualunque gossip in merito all’abito. Ovviamente, non possono fare altrimenti.

If you don’t know who she is, Sara Burton is the new designer of Alexander McQueen, after Lee’s death. Also the maison denyies this rumors. Of course, how can they say something opposite to Clarence House press statements?


Nel frattempo, se siete dei maniaci della Casa Reale e non vedete l’ora di assistere al matrimonio, potete dare sfogo alle vostre curiosità sul sito ufficiale del matrimonio reale, con foto di Kate bambina, video e descrizione delle location. Da blogger, UK lover e geek non potevo non aggiungerlo ai preferiti!

Meantimes, if you’re Royal maniac and can’t wait the time of Royal wedding, you can surf the official royal wedding website, with baby Kate photos, her biography, video and locations’ description, As a blogger, Uk lover and geek I couldn’t avoid to add it on my favorites toolbar.

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Lookalike: “Io sono l’amore” movie style

7 Mar

di Andrea Vigneri

Quando “Io sono l’amore” è uscito in  Italia non ho manco avuto il tempo di andarlo a vedere che già era sparito dalle sale, per fortuna l’ho recuperato in autunno in un cinema francese ( dove praticamente spopolava) e del resto in patria gli hanno preferito un film decisamente minore come “La prima cosa bella” come designato agli Oscar. Ad ogni modo il successo internazionale ha giovato a me che sono riuscito a vederlo sul grande schermo e al film che ha ricevuto moltissimi premi e una nomination agli Oscar come migliori costumi. In effetti tra gli altri pregi gli si deve riconoscere sicuramente il titolo di film più elegante dell’anno.

I see “I’m love” in a french cinema during the last fall, infact this movie had more success in other countries and not in Italy, where it wasn’t in theater for long time. By the way “I’m love” received many awards and appreciations ( more than “La prima cosa bella”, the movie chosen to represent Italy fot the Academy Awards) and a nomination for best costume design at the Oscars. I think that it’s the most elegant movie of 2010 in effect, and this is one of its qualities.

Il guardaroba costruito dalla costumista Antonella Cannarozzi per i componenti della famiglia Recchi, e in particolare per  Tilda Swinton, è un concentrato di eleganza pura che sta sì negli abiti di moda ( Jil Sander), ma che esprimono uno stile vero e proprio oltre che il carattere del personaggio. L’eleganza è fatta di cose semplici: linee rette, abiti al ginocchio, trucco essenziale, pochi accessori (estremamente preziosi) e colori bellissimi. Un repertorio fotografico di grande ispirazione per la primavera alle porte.

Costume designer Antonella Cannarozzi realized a wardrobe for the characters of Recchies family, in particular for Tilda Swinton, that is a triumph of elegance. Fashion clothes ( Jil Sander) express a true style and are part of narration.  The elegance is made by simple things: straight lines, long dresses to the knee, essential make-up, few accessories ( but precius) and beautiful colours. This images give a great inspiration for the look of the next spring/summer.

Nel film c’è anche l’icona indiscussa Marisa Berenson ( per ora sto leggendo il suo libro autobiografico “Momenti Intimi”) nei panni, manco a dirlo sofisticati e preziosi, della matriarca.

In the movie there is alzo the icon Marisa Berenson ( in this period I’m reading his interesting autobiography) and his wardrobe is so sophisticated and precius.

Il film trova nella sua estetica uno dei punti di forza, non certo perchè come tanti blockbuster ( Il diavolo veste Prada o Sex and the city) solletichi i desideri modaioli degli spettatori, ma perchè costruisce un lifestyle e un’atmosfera che perfettamente segue il climax ascendente della bellissima storia. Per chi volesse saperne di più sui costumi, su yoox.com da qualche giorno è stata inserita un’intervista ad Antonella Cannarozzi e troverete anche una sezione shopping Jil Sander ispirata ad “Io sono l’amore”, ma la speranza più grande è quella di avervi fatto venire voglia di vedere il film , se non lo avete già fatto!

One of the most interesting aspect of this movie is its aestetics, after many blockbuster ( The devil wears Prada, Sex and the city) that use fashion in a consumerist way, there is a movie in wich lifestyle is a technical of narration in the climax of the story. on the website yoox.com is avaible an interesting interview with Antonella Cannarozzi and a section of shopping Jil Sander inspired by “I’m love”. I hope that now you’ll see this movie!!!

Lady Gaga 2011: vi siete persi qualcosa?

5 Mar

di simonamelani

Stare al passo con Lady Gaga non è facile. Avete idea di quante cose ha fatto nell’ultimo mese? No? Non preoccupatevi, ecco quello che dovete sapere per essere davvero dei “piccoli monstri”.

Keeping up with Lady Gaga is not easy. Do you know how many things she has done in the last month? No? Don’t worry, here you can read what you need to know to be real “little monsters”.

THE VIDEO. Born this way è stato rilasciato da pochi giorni ed è già molto discusso. Ad ogni modo, noi vi sveliamo gli outfit di Gaga nelle scene clou. Potete scoprire tutti i fashion credits sul blog di Nicola Formichetti.

Born this way has been recently released and it’s much-discussed yet. By the way, we reveal the Gaga’s outfit in the main scenes. You can read all the video’s fashion credits on Nicola Formichetti’s blog.

GAGA AS GOD: In queste scene, indossa/ In these scenes, she wears:

sulla testa – head accessory ALEXIS BITTAR
collana di diamanti- diamond necklace ERICKSON BEAMON
orecchini – earrings PAMELA LOVE
vestito di vetro colorato – stained glass dress by PETRA STORRS Continua a leggere

Paris Fashion Week? Paris Folie Week, forse…

4 Mar

Non bastava lo scandalo Galliano, esploso qualche giorno prima dell’inizio della settimana della moda parigina. Non ne avevamo già abbastanza dei rumors sulla sua successione.  E, infine, la notizia dell’annullamento della sfilata John Galliano, prevista per domenica 6. Pensavamo che fosse davvero abbastanza.

Adesso arriva anche la notizia che Christophe Decarnin, designer di Balmain, sia ricoverato in un centro di igiene mentale e che questa sia la causa della sua assenza alla sfilata di ieri.

The Galliano affaire, blown a few days ago, just before the beginning of PFW, was not enough. Rumors about the next designer at Dior were not enough. And, finally, the news about the cancellation of  John Galliano’s fashion show, scheduled on Sunday. We have tought it was really enough.

But now, here we have another “breaking news”: Christophe Decarnin, designer of maison Balmain, is in a mental hospital and that’s the reason he was not at yesterday fashion show.

BALMAIN FW 2011/2012 - photo source: vogue.it

Il magazine Hint riporta testualmente “Abbiamo appena appreso che il designer Christofe Decarnin non era alla sfilata della collezione di balmin perchè si trova in un ospedale psichiatrico da gennaio, a causa di un esaurimento nervoso. Descritto come “un incubo totale”, pare che Decarnin sia scomparso un giorno di metà gennaio. Poco dopo – secondo una fonte – agli impiegati è stato detto che non sarebbe più tornato”.

Hint magazine reports “We’ve just heard that designer Christophe Decarnin was a no-show at the Balmain collection today because he’s been in a “mental hospital” since January, the result of a nervous breakdown. Described as a “total nightmare,” Decarnin is said to have disappeared one day in mid-January. Soon after, according to our source, it was announced to employees that he would not be returning”.

BALMAIN FW 2011/2012 - photo source: vogue.it

Ridicolo il tentativo di Alain Hivelin, proprietario della maison, di salvare la situazione: ” Christophe era solo molto stanco e ha preferito dormire invece che partecipare alla sfilata. Era stato sveglio fino alle 5 del mattino”. Tra tutte le follie della fashion week parigina, questa ci sembra la più “fool”.

Ridiculous declaration of Alain Hivelin, Balmain’s owner: “he’s NOT retired. He’s just tired. He didn’t go to bed until 5am. He’s not here, he’s resting” Among the folies of PFW, this one seems to be the fooler one.

Business in Fashion, i new talent della moda italiana in passerella

4 Mar

Hanno sfilato durante la fashion week milanese i giovani talenti della moda italiana, in un fashion show interamente dedicato a loro, organizzato da Business in fashion al Luminol. Conosciamoli meglio, perchè ne sentiremo parlare ben presto.

ALESSANDRA CARRER. Ha un background sartoriale ma intuizioni “industriali” la designer friulana che ha addirittura brevettato la jackbag, pensata per le donne con poco tempo ma che amano cambiare look spesso. Ed è questo il mood intorno al quale ruota la collezione. La JackBag attraverso cuciture e piegature strategiche diventa una borsa o una giacca, secondo le vostre esigenze: tessuto tecnico e georgette di seta consentono al capo elasticità e versatilità. Adatta ad ogni occasione!

DAVIDE MONACO. Il mood della collezione potrebbe essere “The glam side of carbohydrate”. Davide Monaco usa proprio la pasta per decorare le sue creazioni, per lanciare un messaggio social sull’importanza della cultura del buon cibo. Spiritoso e divertente.

JENÌ. Di Martina Frappi abbiamo già parlato e, senza mezzi termini, adoriamo le sue creazioni. Il bracciale è il suo marchio distintivo, ma le collane e gli altri bijoux, nonchè gli accessori fanno davvero girare la testa alle fashionistas. Ispirate al fascino di Cleopatra e dell’Antica Roma, le sue creazioni sono con metalli preziosi,  come  ottone  bagnato  in  oro  e rutenio,  rivestiti di  pelli  esotiche  pregiate, come serpenti, pesci, rettili, dai  colori unici. Per lui e per lei. Noi ne siamo pazzi.

JENNYFER DI BENEDETTO. Una collezione eco chic quella della stilista di origini siciliane, che porta in passerella donne fasciate con tubini neri in ecopelle  e faux fur. Convinta che la moda possa prescindere dall’usare materiali “animali”. Molto interessanti le linee dei tubini, anche se bisogna essere davvero in forma.

TIZIANA LAZZARO. Pizzo mon amour. Ma anche trasparenze e leggerezza per la donna vista da Tiziana Lazzaro, che si è fatta le ossa in D&G e che adesso lancia la sua linea personale. Una collezione fatta di pezzi romantici e chic, dal nome evocativo “New memories” per vestire “le fate”.

TUDER. Gilet poliedrici che si trasformano in dettagli fashion, capispalla e sottogiacca. Il brand presenta la collezione donna e uomo “dreamed in Italy”, a rimarcare il taglio sartoriale dei capi e la ricercatezza dei materiali. La collezione donna riprende i contrasti tra colori pieni e fantasia pied de poule jacquard e si accende con stampe “treccia” su raso di seta unite alla maglieria in cashmere.

MFW: una piccola review delle mie avventure

4 Mar

di simonamelani

La settimana della moda milanese è appena finita e io sono finalmente tornata a casa. Ecco una piccola sintesi – un po’ sconnessa – di quello che ho fatto. Ma prima vorrei ringraziare Vogue – in particolare Alice e Francesco – per l’immensa opportunità che mi ha dato e Giglio.com per l’infinita disponibilità.

Milan fashion week is just over and I’m back home at least. Here’s a short review – a bit confused – about what I’ve done in Milan. Before all, I’d like to thank Vogue.it – Alice and Francesco – for the greatest opportunity and Gliglio.com for their kindness.

VOGUE. Trovate le recensione delle sfilate di Roccobarocco, Gucci, John Richmond, Alberta Ferretti e N.21 sul sito di Vogue. Entrare in redazione è stato emozionante, ma ancor di più incontrare Franca Sozzani e aver modo di scambiare due chiacchiere con lei. Anche se in realtà ero quasi paralizzata ed ero terrorizzata di dire qualcosa di stupido.

VOGUE. You can find my review about Roccobarocco, Gucci, John Richmond, Alberta Ferretti e N.21 on Vogue.it (only italian). Going to Vogue’s offices was stunning but meeting Franca Sozzani and have a little chat with her was more stunning. Onestly, I was almost paralized and terrified about saying something stupid!

Per il resto trovate la mia visione da insider sul blog di Giglio.com.

E adesso una carrellata di cose in ordine sparso:

1) l’onnipresente Anna Dello Russo, sempre allegra e disponibile per delle foto, per la gioia di Davide che ha rischiato lo svenimento vedendola all’evento Dress Me up da Dolce&Gabbana.

1) The omnipresent Anna Dello Russo, always glad and so kind when you ask her to take a picture with you. My friend, Davide, felt faint when he saw her @ Dolce&Gabbana  boutique. So funny!

2) l’evento Dress me up nella Boutique Dolce&Gabbana, con sei blogger – tra cui Bryanboy – che hanno allestito le vetrine in mezzo ad un delirio di fan e fotografi. Scusate la foto, c’era davvero un delirio!

2) Dress me up event @ Dolce&Gabbana Boutique, with six blogger making the windows in Via della Spiga, among fans and photographer. Sorry for the bad photo, there was such a crowd!

3) Scott Schuman (The Sartorialist) e Garance Dorè prima della sfilata Emporio Armani.

3) Scott Schuman and Garance Dorè before Emporio Armani Fashion show.

4) Bianca Balti nel backstage della sfilata Frankie Morello! Splendida!

4) Bianca Balti @ Frankie Morello backstage! Amazing!

5) l’adorabile cerchietto con le scarpe fatte di capelli, sempre nel backstage di Frankie Morello. Mi sembrava di essere nel paese delle meraviglie!

5) the lovely headband with shoes made of hair (Frankie Morello backstage). I tought to be in Wonderland!

6) Io al Tunnel di Milano, sabato sera, poco prima di prendere una gomitata in faccia e cominciare a perdere litri di sangue dal naso. :/

6) Me, at Tunnel in Milan, just before someone digged me in my face. Than I started bleeding from my nose. :/

 


MFW woman f/w 2011-2012: Dolce&Gabbana

2 Mar

di Giorgio Camarda

Dopo tanta sicilianità occorre cambiare. Dolce&Gabbana invertono rotta, lasciano la Sicilia e approdano nel dominio della commistione dei generi dal sapore eighty’s popolato da stelle e paillettes! Un mondo dove la Donna è femminile anche se vestita da uomo, con cappotti retti doppiopetto, strutturati e rigorosamente scuri, giacche e pantaloni dal taglio e forme maschili e con ai piedi le classiche stringate pensate per l’uomo ma rese femminili con paillettes, decori e cinghie. Tutto rigorosamente sartoriale!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non manca però la sensualità dei corpi avvolti nel pizzo strecht: tra una fascia di tessuto trasparente sapientemente lavorata ed un’altra decorata con ampie stelle perchè non abbinare delle decollettè semplici o con i tasti del pianoforte stampati sopra e indossate con delle calze da uomo ben visibili?!

I deliziosi abiti di chiffon, che cadono leggeri e ondeggianti sui corpi, sembrano richiamare la volta celeste puntellata da una cascata di stelle, stampate, poi, su tutto il tessuto. L’ampiezza di questi abiti è controllata in vita con uno spunto davvero originale: piccole Miss Sicily allacciate in vita con cinture in tessuto (noi di Wardrobe siamo sicuri che questa trovata diventerà un must per la prossima stagione).

Insomma, il prossimo inverno tutte le donne potranno sentirsi delle STAR: questo è quello che Domenico Dolce e Stefano Gabbana intendono trasmettere con la loro collezione. Per accorgersene basta notare, oltre ai decori “stellati” sui minidress, gli orecchini a forma di stella, i pentagrammi musicali stampati su scarpe e borse e infine le note musicali  e ancora stelle applicate nelle collane.

John Galliano licenziato da Dior: io la penso così

1 Mar

di simonamelani


I FATTI. La vicenda è nota a tutti ormai. John Galliano è stato prima sospeso e infine licenziato dalla maison Dior per aver pronunciato – in evidente stato di alterazione – frasi sconnesse e antisemite, rivolte a dei ragazzi che erano seduti accanto a lui in un pub. “Gente come voi finirebbe nelle camere a gas, io amo Hitler” e altri insulti. Parole deprecabili, che hanno portato la maison a prendere provvedimenti. Tra le conseguenze delle parole di Galliano, anche la reazione di Natalie Portman, volto di Dior, che si è rifiutata di indossare un abito da lui realizzato in occasione degli Oscar e ha poi dichiarato che non vuole essere associata a lui in nessun modo. Il video di John Galliano strafatto lo trovate su The Sun.

Pare che lo stilista adesso andrà in rehab. Per disintossicarsi da cosa, mi chiedo?

L’OPINIONE. Premessa: l’apologia del nazismo oltre ad essere reato in alcuni paesi, è assolutamente ignobile. Forse Galliano stava solo scherzando? Forse in certi stati di alterazione può essere anche “divertente” provocare l’interlocutore con frasi sgradevoli? Fatto sta che, quando sei un personaggio pubblico devi imparare a controllarti. E a riflettere sulle conseguenze delle tue azioni. Perchè fare passi falsi è facilissimo. E perchè gli sciacalli sono ovunque. Pare che la maison Dior non vedesse l’ora di defenestrarlo, e così l’ha potuto fare a costo zero.

Non avevo ancora visto il video e, prima di farlo, pensavo che John Galliano si fosse definitivamente bevuto il cervello. Credevo ci fosse stata una rissa o non so cosa. Non è così. Era ubriaco ed è stato ripreso da un telefonino. E chi l’ha fatto non mi sembra che sia particolarmente indignato o sconvolto mentre Galliano parla. Più che altro le voci sembrano divertite. Come quando si guarda il pazzo del paese fare l’ennesima scemenza.

Ci hanno aiutati a capire chi è veramente John Galliano? Cioè un perfetto cretino? Io penso che lo sia, al netto delle cose che ha detto che, ripeto, sono da condannare. Penso sia un cretino perchè ha buttato tutto al vento per una sbronza in un bar.

MFW: tutti gli appuntamenti di oggi, 1 marzo

1 Mar

Ultimo giorno di Milano Moda Donna. Io sono in partenza per Palermo, ma voi non perdetevi l’ultimo giorno di sfilate in streaming su Vogue.it

Last day of Milan Fashion Week. I’m coming back to Palermo, but you can’t miss last day of streaming on Vogue.it!


Red Carpet degli Oscar 2011 al vetriolo

28 Feb

di Andrea Vigneri

Il buon proposito era di andare a letto presto e vedere la registrazione oggi, ma alla fine non ho resistito: per me, che per dirla alla Gianni Amelio, ho solo il vizio del cinema, gli Oscar non si discutono!!! Non sempre sono realmente rappresentativi del meglio che c’è in circolazione, ma di certo rappresentano l’apoteosi del sogno che il cinema stesso incarna. Ben 150 metri di tappeto rosso sono una goduria per tutti gli spettatori e forse un incubo per le celebrità che ad ogni passo sono fermati da qualche giornalista.

Gli scivoloni sui look si sono sprecati e non a caso gli stilisti italiani sono stati un pò messi da parte rispetto alle precedenti edizioni. Ma la domanda fondamentale è questa: perchè molte dive si ostinano ad indossare abiti Marchesa? Fortunatamente è un marchio per niente diffuso in Italia, ma che praticamente spopola in America, sarà perchè incarna perfettamente quell’estetica dell’arricchito che si apparecchia per l’occasione importante…solo che per noi europei l’effetto è matrimonio di provincia!

Helena Bonham Carter: di solito sembra uscita da una favola dei Grimm, stavolta siamo passati alle atmosfere medievali, il prossimo passo sarà Wilma dei Flinstones?

Nicole Kidman in Dior Haute Couture: anche se è la mia attrice preferita da oltre un decennio è indifendibile! Una giornalista Sky si chiedeva se non fosse uscita da una pubblicità Mulino Bianco! Senza contare che sembrava impacciatissima, nonostante dichiarasse a tutti i microfoni di sentirsi molto comoda…

Penelope Cruz in L’Wren Scott: se una ha partorito da poco ed è più rotondetta del solito, perchè mai dovrebbe scegliere un colore e delle decorazioni da palla di Natale? Ecco chiedetelo a lei, perchè noi non abbiamo la risposta!

Amy Adams in L’Wren Scott: oltre ad non starle particolarmente bene il colore, è un abito troppo accollato e semplice. Peccato per gli splendidi gioielli Cartier.

Jennifer Hudson in Versace: in realtà il modello non mi dispiace e lei praticamente è la prova vivente che i miracoli esistono, però questo arancio mandarino tipo giacca catarifrangente non si può vedere; per altro, ma potrei sbagliarmi, credo che le sia saltato fuori un capezzolo appena scesa dall’auto: in effetti il seno era un pò compresso!

Melissa Leo in Marc Bouwer: onestamente non avevo mai sentito nome di questo stilista, e adesso che lo so mi impegnerò a dimenticarlo. Questo effetto uncinetto poi bagnato con lo zucchero e solidificato ha un nome, ma non ricordo nemmeno questo!!! E lasciatemelo dire: Melissa avrà pure vinto l’Oscar ieri, ma poteva impegnarsi di più a fare la finta sorpresa!

Halle Berry in Marchesa: in realtà è stata osannata da tutti ed in effetti era raggiante sul tappeto rosso, però onestamente questo finale dell’abito effetto Ferrero Rocher è estremamente pacchiano!!!

Ma dopo l’amaro eccovi servito subito il dolce: ossia i look più belli sul tappeto rosso secondo Wardrobe:

Cate Blanchette in Givenchy haute couture: solo una vera diva può permettersi di scegliere un abito insolito e rischioso per l’evento più importante dell’anno. Superba ed elegante come un samurai, sembra uscita da un’epoca che non esiste più, eppure era la più eclettica e moderna ieri sera!!!

Anne Hathaway in Valentino Vintage: durante la conduzione ha cambiato ben otto abiti e vari stilisti, ma il suo look più bello è rimasto quello con cui ha fatto ingresso al Kodak, un rosso Valentino da manuale con delle splendide applicazioni sui dappreggi del retro. Una vera diva.

Reese Witherspoon in Armani Privè: lei è un concentrato di grazia e solarità che perfettamente si adatta alla moda di King George. Un’eleganza semplice, discreta, quasi banale, ma proprio per questo assai difficile. Bellissima l’acconciatura alla Bardot degli anni ’60.

Natalie Portman in Rodarte: in barba alla scaramanzia si è presentata in viola ed ha comunque vinto ( io tifavo per lei e il magnetico “Black swan”). Un abito stile impero che scivola morbido sul pancione ed evidenzia un bellissimo decoltè.

Photo: ontheredcarpet.com

 

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