The September Issue: se la moda è una religione, Vogue è la sua bibbia

16 Set

di Andrea Vigneri

Finalmente da ieri 15 settembre è disponibile in Italia il dvd del documentario “The september issue”.

Da Vogue maniaci quali siamo lo abbiamo già visto per voi. Il documentario segue la realizzazione del numero di Settembre 2007 che con le sue 840 pagine è stato il più lungo numero mai pubblicato. Così per un’ora seguiamo la redazione fra riunioni, servizi fotografici, viaggi nelle capitali della moda mondiale, rassegne con stilisti famosi e nuovi talenti da supportare.

Finalmente i più sprovveduti che dopo avere visto “Il diavolo veste Prada” si erano convinti che il lavoro per una rivista di moda consistesse nel mettersi in tiro e passare le giornate a depredare favolosi guardaroba, potranno accorgersi che dietro le pagine patinate stanno ore ed ore di serio lavoro, per il quale sono necessarie competenza, grande cultura, talento visivo oltre a quella genialità che ha consentito a Vogue di imporsi come la più autorevole voce della moda nel mondo, perché capace di interpretare i cambiamenti sociali e di costume, di rinnovarsi seguendo le evoluzioni non solo degli abiti, ma dei ruoli nella società, dei diversi bisogni, dei rinnovati stili di vita, di seguire quel processo di democratizzazione della moda e del lifestyle che dagli anni Ottanta in poi è stato inarrestabile, unendolo però sempre ad un’altissima qualità ed originalità fuori dal senso comune.

Due sono le figure che primeggiano sulle altre: il direttore creativo Grace Coddington e la direttrice Anna Wintour, entrambe inglesi, entrambe a Vogue dal 1988, entrambe geniali.

La Coddington -tanto per capirci – è stata colei che ha inventato il cosiddetto saggio di stile, grazie alla sua capacità di partire da un abito e da lì sviluppare un racconto, un mondo pieno di suggestioni – e l’ispirazione si sa può giungere dalle cose più inaspettate e nei momenti più imprevedibili, quindi, come lei stessa dice, è meglio stare attaccati al finestrino di un’auto piuttosto che sonnecchiare durante un viaggio.

La sua è una visione romantica della moda, disinteressata al mondo di celebrità e modelle: si arrabbia quando un servizio che ha ideato viene cancellato e si commuove passeggiando di fronte alla bellezza del mondo… già, perché se qualcuno ancora non lo avesse capito, la moda è un’arte che si alimenta con il pensiero e il sentimento, non certo col desiderio di celebrità che ormai sembra regnare fra i giovani invaghiti dalle atmosfere scintillanti e glamour.

Quanto ad Anna Wintour il documentario non sembra tradire le aspettative: appare come una lady di ferro, potente ed autorevole, che manda al macero ore e ore di lavoro perché non la convince e rimprovera perfino Stefano Pilati per usare poco colore nella sua collezione ( che manco a dirlo le viene mostrata in anteprima), eppure sia chiaro che questa proverbiale rigidità della Wintour non è certo gratuita, è anzi la manifestazione di una capacità organizzativa non comune, come un ottimo capo sa bene che l’obiettivo che si è posta la sua rivista sin dalla nascita è alto e grandi le sono le aspettative dei lettori dell’intero mondo, per cui non si può indugiare, non sono ammessi errori, nessuna concessione, anche se questo significa dovere vanificare il lavoro dei suoi collaboratori più vicini.

In allegato al dvd trovate anche il volume “Modi di moda” in cui sono raccolti estratti di altri libri come l’interessante “Alla corte di re moda” e del bellissimo volume “In Vogue” che -vi confesso – tengo sempre sulla scrivania e che vi consiglio se anche voi dopo questo documentario resterete affascinati dal mondo di Vogue e quindi ne vorrete conoscere la storia e sfogliare i servizi più belli. Buona visione a tutti e buone letture!

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4 Risposte to “The September Issue: se la moda è una religione, Vogue è la sua bibbia”

  1. fede 16 novembre 2010 a 20:23 #

    Sarebbe un sogno riuscire a scrivere per una grande rivista!!!! 🙂

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