Milan Fashion Week: la moda uomo per l’estate 2011

23 Giu

Anche se probabilmente non avete ancora indossato i capi cult dell’estate 2010 a causa di un tempo davvero inclemente, è tempo di volgere lo sguardo alla primavera-estate 2011 e vedere se la fashion week milanese appena terminata sarà in grado di soddisfare i nostri gusti e stimolare i nostri desideri. Ripercorriamo brevemente anche noi le passerelle:

COSTUME NATIONAL HOMME bisogna ammettere che Ennio Capasa è riuscito nella difficile operazione di essere sperimentale e tecnologico senza andare a scapito della portabilità della collezione, un merito non da poco visto che abbiamo assistito a non pochi scivoloni durante questi giorni. Le t-shirt e le giacche sono tagliate con il laser e poi termosaldate, un nuovo concetto di sartorialità che dice addio alle cuciture ed esalta la pulizia delle forme strizzando l’occhio alla comodità.

BURBERRY PRORSUM una collezione totalmente sbagliata; la questione è piuttosto complessa: nel corso degli anni il talentuoso Bailey ha decisamente traghettato il marchio di cui è direttore creativo verso un rinnovamento senza tradire la tradizione e i gusti dei propri clienti, ma di fronte ai capi per la prossima estate non si può più parlare , come alcuni si ostinano a fare, di novità unita a tradizione. Diciamo pure che c’è un tripudio di chiodi di pelle, inserti di borchie e metallo che più che suggerire l’idea di una rock star glamour, suggeriscono quella di un metallaro trasandato. E non mi soffermo troppo sul resto perché dopotutto adoro questo marchio e il suo designer, speriamo anzi che recuperi presto la retta via.

il momento finale della sfilata Dolce & Gabbana

DOLCE & GABBANA giunti  ai vent’anni di collezioni maschili, di successi, di rivoluzioni che hanno imposto una nuova estetica dell’uomo, non ci si poteva che aspettare un grande show unito ad un bellissima collezione. Si parte con la consueta Cavalleria Rusticana e poi il sipario si apre svelando una radiosa Annie Lennox al pianoforte: la grinta e la dolcezza della sua voce, la sua anima rock e al tempo stesso elegante sono stati la colonna sonora perfetta per una sfilata dalle molteplici anime. Si apre con abiti in leggerissimo lino bianco/ “ingiallito” dal focoso sole del Sud, le linee sono asciutte ,le cravatte su tinta, e poi camicie, pantaloni e pantaloncini annodati con corde, e la corda che torna nelle calzature mischiandosi al cuoio e alla tela; immancabili i jeans stracciati nel solco della loro tradizione, portati con canottiere o maglie sfilacciate, o ancora splendide camicie rigate fino ad arrivare ai completi scuri per la sera, con colletti appena accennati a cui annodare le cravatte nere strettissime divenute un vero cult. Insomma un successo che depone bene per i prossimi venti.

VERSACE buone notizie per i nostalgici e per chi come me era un infante quando il grande Gianni regnava: decisamente cool le stampe optical utilizzate nelle camicie e non solo, belle le forme degli abiti anni ’50, e siamo certi che gli striminziti giacchini di pelle impreziositi da frange e catene impazzeranno fra le rock star, un po’ meno per le strade!

EMPORIO ARMANI un silenzio sarebbe troppo diplomatico, e anche se si tratta di re Giorgio bisogna dirlo: la collezione è un disastro, più che ad una sfilata di Emporio sembrava essere in un club per feticisti e gli abiti, se così si possono chiamare, sono da catalogo di un sexy shop. Il legame con i costumi realizzati per il video “Alejandro” di Lady Gaga è evidente, ma, lasciando perdere il personale giudizio su di esso, posso pure ammettere che per una speciale collaborazione ci si allontani dal proprio stile, non capisco perché farlo per un’intera collezione, con un risultato per altro pessimo, perché ciò che in quel video poteva pure funzionare, fuori per le strade è un disastro annunciato.

Prada

PRADA: già per quest’estate la somma vestale della moda aveva proposto un uomo al lavoro, tutt’altro che vacanziero escludendo il colore; per la prossima volta il colore è ammesso, anzi è un tripudio di colori con i quali Miuccia si diverte a reinventare le divise da lavoro: le tute verdi e blu dei medici, o i pantaloni da operai su cui aggiunge dei marsupi ispirati alle sacche per gli attrezzi, mentre gli occhiali da sole sembrano le mascherine usate in fabbrica dagli operai. E l’abito da businnesman? Certo anche quello rivisitato: ricompare la giacca a tre bottoni superfit, più che aderire al corpo sembra contenerlo, cortissima in blu e varie declinazioni di azzuri; le maglie superslim dimenticano il girocollo e optano per il collo a barca o a V. Le scarpe singolarissime con la loro zeppa colorata sono consigliate ai poco alti ( sottoscritto compreso). Una moda concettuale, sobria, ma stravagante, Prada colpisce ancora!

L'uomo Gucci

GUCCI la collezione ha fatto emettere un sospiro di sollievo a tutti i compratori: bella, ricercata, raffinata, portabilissima. Lasciate le atmosfere glam-rock degli ultimi anni, Frida Giannini ha ormai sterzato verso uno stile più da sofisticato figlio di papà meneghino. Per il giorno splendidi abiti sartoriali dai tagli perfetti e blazer, portati su maglie di seta, mentre la cravatta lascia il posto a foulard di seta lavata e stropicciata che completano il look di un moderno dandy ai cui piedi non può mancare il mocassino con morsetto. E poi bellissime camicie con stampe vivaci, ma mai esagerate, eccentriche, ma eleganti, da portare preferibilmente con pantaloncini a metà coscia (certo fisicità permettendo). Si recupera la sahariana che suggerisce il tema del viaggio, come del resto le splendide borse da viaggio rifinitissime, lavorate a mano. La collezione è decisamente bella, lussuosa (riporti di struzzo, cinghie di coccodrillo, i tessuti sono lavorati sapientemente per ottenere quegli effetti che fanno la differenza), diremmo fin troppo perfetta: indossando un qualsiasi suo capo non si sbaglia di certo, però diciamolo pure: lo show è stato senza emozione.

Dsquared2

DSQUARED2 premesso che non ho amato molto le loro collezioni degli ultimi anni, ammetto che si è trattato di uno degli show più belli e i capi che i gemelli Caten propongono per la prossima estate sono destinati a segnare una tendenza. Dal buio della sala compare una camera da letto, Bianca Balti è sdraiata con lei un ragazzo che si alza e corre alla sbarra ad allenare i suoi addominali, l’ispirazione è il film cult American Gigolò con il grande Richard Gere: è un uomo vestito per piacere alle donne e sentirsi seduttore: i pantaloni sono a vita alta, le giacche sono più morbide rispetto alle altre passerelle e i bottoni sono grandi e dorati, le camicie di seta portate aperte sul petto, gli occhiali da sole con lenti sfumate sono irrinunciabili, ai piedi scarpe allungate in vernici perlate, oppure sandali da portare quando si è in costume. Bellissimi i colori ripescati direttamente dalla pellicola: il color cioccolato, l’arancio, il giallo, il rosa tenue, l’azzurro. Si tratta di un tuffo in una certa moda anni ’80 meno eccessiva e spesso dimenticata. Collezione cult.

GIORGIO ARMANI dopo il disastro della seconda linea presentata all’inizio della kermesse, si è atteso fiduciosi l’ultimo giorno con la chiusura proprio di Giorgio Armani. Le aspettative non sono state tradite e come di consueto ecco l’eleganza classica incontrare un sapiente anticonformismo: le giacche sono corte, anzi cortissime, anche quando sono doppiopetto,  definiscono nettamente il torace, e si indossano o con camice dai colli quasi invisibili, o con gilet portati direttamente sulla pelle. Come da consuetudine per il marchio i pantaloni sono invece morbidi, scivolano con facilità e danno un senso di leggerezza. Su tutto cinture, pochette e scarpe colore lime e verde aprono degli squarci di eccentrico contrasto con i classici blu e grigi perla di Armani. Amore a prima vista: gli occhiali da sole.

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