Pitti Uomo: il bilancio di Wardrobe

16 Gen

Finiti i rumors su feste, anniversari, ospiti e testimonial famosi e una rinnovata presenza massiccia di buyer stranieri possiamo concentrarci sulla cosa che più ci interessa: cosa indosseremo il prossimo inverno? Perché un dato è certo: nella moda maschile il binomio Pitti uomo e Milano Fashion Week non ha rivali nel mondo, per cui dedichiamoci alle tendenze che da Firenze sono pronte a raggiungere ogni angolo del pianeta.

GIACCHE: da sempre è indiscussa protagonista del guardaroba maschile per la capacità che numerosi marchi hanno avuto nel renderla sempre attuale con un’attenzione particolare alla destrutturazione. Ironiche ed eleganti i modelli monopetto e doppiopetto (ma con cappuccio) che Lapo Elkann presenta per Italian Indipendent in colori pastello stravaganti come il lilla e il bordeaux, a cui abbinare dissacranti cravatte mimetiche, tradizionale pochette nel taschino e le splendide rivisitazioni dei cappelli Borsalino. Quel che conta considerando il considerevole costo di questi capi è cogliere una lezione di stile, un invito a sperimentare e a coniugare la classicità con l’ estrosità senza diventare trash, ma al contrario glamour, sulle orme di quello che ormai viene considerato l’uomo più elegante del mondo. Altre scelte cromatiche quelle di Corneliani che oltre ad ispirarsi ai colori del sottobosco si fa promotore di una tendenza che personalmente adoro: il total white in inverno. Una scelta da  ponderare considerando i propri colori onde evitare che risulti coatta, ma alla persona giusta non può che stare bene. Soprattutto quando come nel caso di Corneliani si tratta di capi destrutturati, giacche senza spallone in cashemere che seguono le forme del corpo evitando un “effetto fagotto”. Esemplare a tal proposito la  Soft jacket di Cucinelli totalmente decostruita leggerissima, magari da indossare con uno dei leggendari pantaloni di PT Pantaloni Torino.

CARDIGAN: ne sono stati presentati tantissimi sono un vero must specie se particolarmente pesanti da utilizzare come giacche o addirittura leggermente over-size al posto dei cappotti.

STILE MILITARE:  è uno dei trend più forti che si sono affermati in questa edizione di Pitti. L’ideale sarebbe abbinare i pantaloni in cotone Libertador che Mason’s ha portato dalle basi militari alle nostre strade (chi li posside non può che consigliarli per la loro comodità e indistruttibilità) alla Sky Jacket la cui fodera è realizzata con originali paracaduti dimessi della Folgore o agli altri capi realizzati dall’Aeronautica Militare. Insomma Miuccia Prada col suo zainetto di nailon c’aveva visto lungo: fra i compratori c’è certamente il piacere di utilizzare materiali, capi,oggetti propri di specifici mondi decontestualizzandoli, se non altro per il piacere se si è appassionati di Top Gun di potersi sentire piloti… anche se nella vita si è ragionieri. Certo poi bisogna sempre valutare l’opportunità del contesto in cui ciò avviene, ma stando attenti a ciò anche l’uomo ha diritto a giocare con la moda.

PIUMINI: capo decisamente irrinunciabile per ogni uomo vista la praticità che assicurano nelle fredde giornate invernali, se si è appassionati di moto è irrinunciabile il piumino integrale realizzato da Club des Sports (foto accanto) il cui cappuccio è realizzato sul modello di un casco avvolgente e certo sembra più di indossare una tuta da motociclista che un piumino. Forse meglio optare per uno dei coloratissimi piumini di Kejo linea Soul che pesano pochissimo meno di 100 grammi – o quelli Blauer che si caratterizzano per l’utilizzo accanto al nylon anche di cotone e lane.

TARTAN: per gli appassionati non resta che scegliere uno dei capi realizzati da Vintage55 – marchio davvero carino, giovanile, con proposte sempre originali e relativamente economiche – oppure uno dei giacconi realizzati da Woolrich (foto a sinistra) che per i suoi 180 anni ha deciso di ispirarsi ai capi realizzati dal suo fondatore.

POP ART: Andy Warhol rappresenta ovviamente un’icona indiscussa del XX secolo, così Ferragamo ripropone il modello di scarpe che il fondatore della celebre casa di moda realizzò per il grande artista che era solito indossarle mentre dipingeva nel suo studio, da qui l’idea di presentare il modello originale con delle macchie di pittura. Un oggetto cult in edizione limitata, ma una chicca per tutti gli appassionati di moda e arte.

ACCESSORI: meritano attenzione su tutti gli occhiali di Alain Mikli se non altro perché le lenti grandi e le montature spesse sono un preludio al ritorno agli anni Sessanta, siete dunque avvisati: tenete pronti quegli occhiali che vi sono stati passati da zii  e genitori  e che tenete ben riposti in un cassetto.

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Una Risposta to “Pitti Uomo: il bilancio di Wardrobe”

  1. maurocimatti 17 gennaio 2010 a 14:53 #

    Ringrazio la\le persone che leggeranno il mio commento.
    Non ho potuto visionare di persona gli espositori del pitti , ma come faccio di solito delego alcune persone a riferirmi quello che vedono,le loro emozioni,cosa provano e cosa riescono a carpire.
    Le persone he mi riferiscono svolgono diverse attivita’ in questo settore \ imprenditore,produttore,stilista,rappresentante, negoziante e consumatore finale.
    Ognuno di loro mi ha riferito cosa ha visto , comunque una delusione ,una pacata delusione , nessuna novita’ nemmeno qualcosa di semplice di buon gusto , nessuna emozione.
    Non mi permetto di criticare ma solo di osservare , di ascoltare e purtroppo devo convenire che il grande problema da risolvere e’ la mananza di entusiasmo , la voglia di lavorare seriamente , la semplicita’ il buon gusto per ricreare la fiducia negli addetti ai lavori i clienti.
    Come voi ben sapete e’ piu’ facile guadagnare che perdere.
    grazie per la vostra attenzione

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